>>Sei nella pagina: Home Collaudare e verificare Il follow-up: la verifica a distanza di tempo

Il follow-up: la verifica a distanza di tempo

Print  E-mail  Written by Renzo Andrich   

Portale SIVA www.portale.siva.it © Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus

La misura dell'outcome

Il programma protesico non può considerarsi chiuso fintantoché non si è misurato l'outcome, ossia il risultato complessivo che esso ha prodotto. Esso consentirà di giudicare l'appropriatezza dell'intervento, ossia se la soluzione assistiva si sia rivelata realmente efficace (capace di risolvere il problema per il quale è stato scelto), utile (capace di migliorare la qualità di vita della persona e del suo contesto familiare) ed efficiente (ha valso l'investimento economico, umano ed organizzativo).

Questa misura può essere effettuata solo a una certa distanza di tempo dalla fornitura dell'ausilio: quando si può supporre che l'utente abbia acquisito sufficiente esperienza d'uso nella realtà quotidiana.

Programmare un Follow-up

Il metodo migliore è quello di programmare un incontro di follow-up. Attraverso un colloquio con la persona e i suoi familiari, l'osservazione dell'ausilio in uso e la raccolta di alcuni dati si potrà verificare se l'intervento stia producendo i risultati attesi, ricavare indicatori di successo o di insuccesso ed eventualmente capire quali interventi correttivi mettere in atto in caso di criticità.


Un buon follow-up esige un sopralluogo a domicilio: solo lì è possibile osservare l'ausilio in uso nel normale ambiente di vita, le problematiche (es. barriere fisiche, organizzative, climatiche), le dinamiche relazionali (es. rapporti con i familiari, con i compagni di scuola e lavoro, personalità dei caregivers) che in qualche modo possono influire sul successo o meno dell'intervento.


Se proprio non è possibile recarsi a domicilio si potrebbe pensare di effettuare il follow-up presso il Centro richiamando l'utente ad una visita di controllo, tenendo però presente che in questo modo sarà molto difficile cogliere l'effettivo impatto dell'ausilio. Ci si potrà basare solo su informazioni riportate dall'utente; se l'ausilio non è trasportabile non si potrà nemmeno osservarlo in uso (In tal caso è buona norma chiedere all'utente di venire con un filmato o qualche foto).

Il sopralluogo di follow-up

Un buon sopralluogo potrebbe articolarsi nel seguente modo.

Colloquio preliminare

L’operatore si presenta e spiega cosa si farà nel sopralluogo. Dà un po’ di spazio di conversazione per favorire la conoscenza reciproca e farsi un’idea di massima del contesto familiare e sociale. Chiede l’eventuale consenso a riprese audiovisive per scopi didattici e scientifici.

Inventario degli ausili

L’operatore esamina gli ausili forniti o gli adattamenti ambientali effettuati; prende nota dei vari componenti (marca e modello, e per gli eventuali ausili software anche la versione, e il sistema operativo su cui sono installati); controlla per quanto possibile che il tutto sia assemblato o installato correttamente; chiede all’utente quali sono state le aziende fornitrici, se ha effettuato l’acquisto di tasca propria oppure ha ottenuto facilitazioni o contributi.

Osservazione in situazione d’uso

L’operatore chiede all’utente di mostrare come utilizza tali ausili o adattamenti, partendo dalla situazione di riposo (così vede come fa l’utente o il familiare per posizionarli e metterli in funzione), continuando con l’esecuzione di qualche task rappresentativo del normale uso, per concludere con lo spegnimento o messa a riposo. In questa fase può essere una buona idea scattare foto o videoclip.

Intervista

L’operatore sonda le percezioni dell' utente rispetto all'ausilio con domande del tipo:

  • ha mai notato malfunzionamenti?
  • Se ne ha notati, me li descrive o ancor meglio me li mostra?
  • Secondo lei, l’azienda fornitrice ha fatto un buon lavoro, ha fatto del suo meglio per servire il cliente?
  • Per quali scopi lei usa in prevalenza l’ausilio? Per quante ore al giorno?
  • Ha criticità da segnalare?

L'intervista è anche il momento opportuno per somministrazione gli eventuali strumenti di misura dell'outcome previsti dal protocollo del Servizio.

Gestione delle criticità

Se durante il sopralluogo emergono delle criticità, l'operatore dovrà decidere se e come gestirle. Potrebbe trattarsi di criticità di tipo:

  • tecnico (malfunzionamenti dell'ausilio, errori di assemblaggio, personalizzazioni inadeguate);
  • clinico (condizioni di salute, evoluzione della patologia, ecc.);
  • ambientale (l'ambiente d'uso, fisico o umano, è diverso rispetto a quello inizialmente prospettato);
  • gestionale (uso scorretto dell'ausilio da parte della persona o dei caregivers, carenze di manutenzione);
  • relazionale (fattori di motivazione o demotivazione, nuove prospettive di vita, conflitti ecc..).

Le domande che l'operatore dovrà porsi sono:

  • ho ben capito la natura e l'entità delle criticità ?
  • ho un'idea di come si potrebbero risolvere?
  • possiedo le competenze necessarie per fare qualcosa già nel corso del sopralluogo?

Ad esempio, se si tratta di un malfunzionamento tecnico, potrò decidere di mettervi direttamente mano, o di chiamare l'azienda fornitrice, o di rimandare ad un collega tecnicamente più esperto; se è un problema clinico, di uso scorretto dell'ausilio, ecc.. potrò decidere di affrontarlo subito nel colloquio, o di proporre apposite sessioni di counselling o training, o di suggerire una nuova presa in carico clinico-riabilitativa presso il Centro.


Se si decide di intervenire subito, sarà bene concludere il sopralluogo con una prova finale in modo da ri-verificare il funzionamento dell'ausilio e accertarsi che l'utente abbia compreso le nuove indicazioni che sono state date.

Strumenti per la misura dell'outcome

Solo di recente hanno iniziato a comparire in letteratura validi strumenti di misura dell'outcome dei facilitatori ambientali. Già si è detto che l'appropriatezza di una soluzione assistiva si misura sulla sua efficacia (in che misura ha conseguito gli obiettivi prefissi), sulla sua utilità (in che misura ha migliorato la qualità di vita) e sulla sua efficienza (è stato un buon investimento). 
La questione è complessa non è qui la sede per una trattazione approfondita. Ci limiteremo a ricordare che:

  • la misura dell' efficacia esige a monte chiarezza di obiettivi: se in fase di valutazione non si è stabilito quali obiettivi si volevano raggiungere, non è possibile misurarne il conseguimento;
  • La misura dell' utilità percepita riguarda l'esperienza personale dell'utente: può essere effettuata sondando alcune percezioni soggettive che hanno impatto sulla qualità di vita, ad esempio la soddisfazione;
  • La misura dell' efficienza può essere dedotta dal confronto tra il costo sociale dell'intervento e la stima del costo sociale  che si sarebbe dovuto sostenere in assenza di intervento.

Il Portale SIVA mette a disposizione vari strumenti utilizzabili in sede di follow-up, validati a livello internazionale e liberamente scaricabili in lingua italiana. Ad esempio, il QUEST che misura la soddisfazione dell’utente rispetto all’ausilio; il PIADS, che misura l’impatto psicosociale, declinato in abilità, autostima,  adattabilità; il FABS/M, riservato agli ausili per la mobilità, che rileva le criticità ambientali; l'IPPA, che misura l’efficacia percepita nel risolvere i problemi prioritari; lo SCAI, che confronta i costi sociali. L'utilizzo di questi strumenti nel protocollo di follow-up richiere un'adeguata formazione degli operatori.

Last Updated ( Thursday, 15 October 2015 18:19 )