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Ausili protesici e ortesici

Print  E-mail  Written by Renzo Andrich   

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Di quali ausili parliamo

Parliamo degli ausili specificamente mirati al recupero di funzioni corporee, ossia delle protesi (dispositivi che sostituiscono una struttura corporea assente, come ad esempio una protesi d’arto) e delle ortesi (dispositivi che compensano una funzione presente ma compromessa, come ad esempio un tutore d’arto, una lente, un apparecchio acustico). Essi sono a contatto con il corpo, lavorano in sinergia con altre funzioni corporee e presentano un certo grado di rischio clinico, per cui devono essere confezionati o configurati su misura per ogni singolo utente.

Nella classificazione ISO sono catalogati principalmente:

  • Nella Classe 06 "Protesi e Ortesi", ove troviamo i corsetti, le calzature, le protesi d'arto (funzionali ed estetiche) e le ortesi per i vari segmenti corporei;
  • In due sottoclassi della Classe 22 "Ausili per la comunicazione e informazione", ove troviamo le lenti per ipovisione e gli apparecchi acustici.

Anche in altre classi troviamo dei dispositivi che in un certo senso potrebbero essere considerati ortesici (ad es. i sistemi di postura modellabili) oppure a metà strada tra ortesici e adattativi (come certi sistemi di postura modulari o certe carrozzine altamente configurabili).

Il confezionamento e l'applicazione delle protesi e delle ortesi, è demandata a specifici professionisti sanitari, i tecnici ortopedici, gli ottici/optometristi e gli audioprotesisti, operanti in aziende in possesso dei requisiti di accreditamento previsti dalla legge. Una volta che il medico specialista abilitato ha formulato la prescrizione e che questa è stata autorizzata dall'ASL, l'utente ha piena libertà di scelta dell'azienda cui rivolgersi. Essa verrà remunerata secondo le tariffe stabilite dal Nomenclatore Tariffario dopo il collaudo da parte del medico specialista e l'accettazione da parte dell'utente.

Talvolta il medico prescrittore si trova in difficoltà nel definire l'esatta configurazione dell'ausilio, soprattutto nel campo ortopedico, caratterizzato da una straordinaria complessità dei codici di prescrizione. E' prassi comune in questi casi ricorrere alla consulenza gratuita di un tecnico ortopedico di un'azienda di fiducia, anche se la normativa non lo prevede e anzi in teoria lo escluderebbe essendo una potenziale fonte di conflitti di interesse. Si tratta di un "buco normativo" di carattere generale (la normativa non prevede prestazioni di valutazione ausili precedenti alla prescrizione, nonostante la loro fondamentale importanza), ma che in questo caso assume valenza particolare perché coinvolge nella prescrizione un soggetto esterno che potrebbe poi essere anche il fornitore.

Nell'attesa che questa discrepanza venga colmata - anche nell'interesse delle aziende - occorrerà porre massima cura nel garantire la libertà di scelta dell'azienda da parte dell'utente, che potrebbe non coincidere con quella intervenuta in consulenza.

Punti da considerare

In fase di prescrizione

  • Possiedo sufficiente competenza per indicare i codici di prescrizione? Ho al mio interno un esperto?
  • Nel caso richieda la consulenza ad professionista di un'azienda esterna, ho stabilito chiari accordi che prevengano conflitti di interessi e garantiscano all'utente piena libertà di scelta del fornitore?

In fase di collaudo

  • L'ausilio risponde esattamente ai codici di prescrizione autorizzati?
  • E' stato confezionato a regola d'arte ed è stato autocertificato CE?
  • L'utente ha ricevuto adeguata istruzione tecnica sul suo uso e manutenzione? Dà prova di essere perfettamente informato?
Last Updated ( Tuesday, 13 October 2015 19:02 )