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Controllo ambientale e domotica

Print  E-mail  Written by Renzo Andrich   

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Di quali ausili parliamo

Per controllo d'ambiente si intende la possibilità di gestire impianti, apparecchiature ed elettrodomestici presenti nell'ambiente attraverso sistemi di telecomando utilizzabili autonomamente dall'utente. Il paradigma dell'Ambient Assisted Living (ambiente collaborante), che sempre più sta imponendosi nella progettazione dell'ambiente costruito, oggi rende possibile connettere tra loro i vari impianti e sistemi e assegnare all'ambiente stesso una serie di decisioni, liberando l'utente da molti compiti e moltiplicando le possibilità di interazione. Applicata alla casa, questa modalità viene comunemente chiamata domotica: chi dice da "domos tithemi" (casa che agisce) e chi dalla combinazione di "domos" (casa) e informatica.

Un’installazione domotica non rientra di per sé nel concetto di ausilio ma in quello di impianto: è composta da un certo numero di componenti che vanno installati, configurati e programmati per rispondere ad esigenze di funzionalità, comfort, risparmio energetico e sicurezza. Opportunamente programmate, certe funzioni possono essere rese automatiche, ossia comandate non da intervento umano ma da sensori ambientali e regole logiche (ad esempio, luci che si spengono dopo un certo tempo da che ogni persona ha abbandonato il locale), certe assistite (ad es. alzo le tapparelle operando su un pannello di comando centralizzato), certe altre suggerite (ad es. vengo avvertito se ho lasciato il rubinetto aperto, ma decido io cosa fare). E' possibile realizzare funzioni finalizzate a una migliore autonomia (ad es. apertura di porte tramite telecomando), alla sicurezza (ad es. chiusura automatica dell’acqua in caso di allagamento) e al monitoraggio (ad es. un sistema per la rilevazione di cadute collegato ad un servizio di assistenza).

Il comportamento del sistema può essere guidato da un computer supervisore (intelligenza centralizzata) oppure affidato alla rete dei dispositivi attuatori (intelligenza distribuita) a seconda che prevalgano esigenze di configurabilità piuttosto che di sicurezza.

Se l'esigenza non è quella di un semplice telecomando per un determinato compito (es. accendere le luci) ma di realizzare un vero impianto domotico integrato occorrono competenze ingegneristiche, che sarà necessario coinvolgere nella fase di valutazione. Il punto di partenza sarà però sempre quello di capire le motivazioni e le esigenze di autonomia della persona e dei familiari e il loro livello di familiarità con la tecnologia.

Punti da considerare

Ambiente dove si realizza l'intervento

  • La casa è di nuova costruzione oppure è datata ? Nel primo caso, è già dotata di qualche automazione o  infrastruttura per realizzarle (es. reti informatiche)?
  • E' di proprietà o no?  Nel secondo caso ci sono limitazioni sul tipo di interventi che si possono fare?

Funzioni da controllare

  • Quali funzioni della casa dovranno essere controllate dall'utente (luci, serramenti, clima, TV ecc.)?
  • Se sono poche, si preferisce un telecomando per ogni funzione, o un unico telecomando per tutte?
  • Quali funzioni si vogliono demandare alla casa stessa senza che debba necessariamente intervenire l'utente (es. accensione di luci quando viene buio)?
  • Occorre includere funzioni di chiamata di emergenza o di monitoraggio collegati a servizi di assistenza?

Tipo di impianto

  • Nel caso di un impianto domotico integrato, dove passano i segnali che permettono ai dispositivi di comunicare (cavo dedicato, rete informatica, rete elettrica, infrarosso, radiofrequenza ecc..)?
  • Con quale protocollo i dispositivi comunicano tra loro (Internet Protocol, Konnex, Bluetooth ecc...)?
  • Quale dispositivo utilizza l’utente per controllare i  vari dispositivi (telecomando infrarosso, smartphone, joystick della carrozzina, comando a voce ecc...)?
Last Updated ( Tuesday, 13 October 2015 19:11 )