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Assistenza Protesica

Print  E-mail  Written by Renzo Andrich   

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In tutti i Paesi europei esistono sistemi di assistenza pubblica che agiscono da intermediari tra il mercato degli ausili e l'utente. Essi prevedono una gamma di servizi che va dalle agevolazioni finanziarie ai servizi di informazione, valutazione, consulenza, fornitura e addestramento, con l'obiettivo di facilitare l'accesso alle tecnologie di ausilio da parte di coloro che ne hanno bisogno.

In Italia tale funzione è svolta principalmente dal Servizio Sanitario Nazionale tramite le Aziende USL, ma esiste anche una serie di norme regionali e di altre agevolazioni (fiscali, tributarie, contributi di enti locali, fondi scolastici, ecc.) per conoscere le quali è bene consultare pubblicazioni o siti specializzati - molto valido è in proposito www.handylex.org - o chiedere consulenza a centri competenti. Sul Portale SIVA è disponibile una sintesi dell'attuale contesto normativo.

Il documento principale di riferimento per quanto attiene alle competenze del Servizio Sanitario Nazionale è il Nomenclatore Tariffario delle Protesi, consultabile in modo ipertestuale in questa guida.

In altri Paesi, a seconda delle politiche socio sanitarie dominanti a livello nazionale o regionale, ci possono essere sistemi ad ampia copertura (come accade appunto nei Paesi dotati di un Servizio Sanitario Nazionale, dove vigono procedure uguali su tutto il territorio nazionale per ampie fasce di popolazione), come pure sistemi settoriali (come accade nei Paesi con sistemi di tipo assicurativo, ciascuno dei quali si rivolge a fasce molto specifiche).  Ogni sistema è sempre esposto alla possibilità di cambiamenti legati all'evoluzione dei quadri politici ed economici. Recentemente è stata pubblicata una Position Paper Europea che fornisce indicazioni su come i vari sistemi nazionali dovrebbero evolversi per meglio adeguarsi alle esigenze dell'utenza e alle indicazioni della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

Nonostante la grande diversità e variabilità, quasi tutti i sistemi esistenti prevedono delle procedure operative nelle quali si possono identificare chiaramente sette fasi:

  • iniziativa, ossia il primo contatto tra l'utente e il sistema;
  • valutazione (assessment), ossia la valutazione dei bisogni;
  • individuazione della tipologia di soluzione;
  • selezione degli specifici ausili e dei servizi ad essi collegati;
  • autorizzazione da parte di un ente erogatore;
  • fornitura dell'ausilio (consegna, installazione, personalizzazione, addestramento all'uso);
  • il successivo follow-up.

Per l'utente è fondamentale conoscere a fondo le caratteristiche del sistema pubblico di fornitura cui ha diritto di accedere. Essere consapevoli dei propri diritti, sapere dove andare e a chi chiedere, avere idee chiare su chi sia titolare di quali decisioni in ciascuna fase della procedura, sono tutti argomenti di estrema importanza e pertanto imprescindibili nelle formazione dell'utente.

Oltre ad essere informato, l'utente va aiutato a sviluppare una coscienza critica nei confronti dei sistemi pubblici di fornitura di ausili. E' ovvio che senza questo tipo di agevolazioni gran parte degli utenti non disporrebbe di sufficienti conoscenze per individuare le soluzioni ottimali ai propri problemi, o delle risorse finanziarie per realizzarle. Occorre però anche essere consapevoli della dipendenza che essi possono imporre all'utente, sia a livello tecnico che finanziario. In molti Paesi è di fatto il sistema pubblico di fornitura, e non il consumatore, a stabilire il nucleo forte della domanda e quindi a pilotare l'offerta del mercato.

La seguente griglia di analisi, articolata in sei parametri, può costituire un'utile base di riflessione per stimolare l'utente a valutare autonomamente le caratteristiche dei sistemi esistenti e delle eventuali evoluzioni che questi subiranno in futuro (EUSTAT, 1999):

  • accessibilità (fino a che punto il sistema è accessibile a coloro che ne hanno bisogno);
  • competenza (fino a che punto esso è in grado di fornire soluzioni adeguate);
  • coordinazione (una sola porta d'accesso, o tante porte a cui bussare?);
  • efficienza (in termine di rapporto costi-efficacia, qualità e tempistica);
  • flessibilità (capacità di venire incontro alle differenze individuali);
  • influenza da parte dell'utente (fino a che punto il sistema ne rispetta le scelte).

Eustat (1999): Tecnologie per l'Autonomia - Linee Guida per i formatori. Milano: Commissione Europea e Fondazione Don Gnocchi

Last Updated ( Wednesday, 28 October 2015 08:19 )