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Domotica

Print  E-mail  Written by Valerio Gower   

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Cos'è la domotica

Tra le tecnologie che concorrono all’autonomia, nel senso di migliorare l'accessibilità e la fruibilità dell’ambiente o di estendere le abilità della persona, va annoverata la domotica. Tecnologia che di per sé non nasce specificamente per le persone con disabilità, ma per una risposta più generale ad esigenze di comfort, sicurezza, risparmio energetico, comodità verso la quale sta sempre più evolvendosi l'architettura: ma che per le persone con disabilità innegabilmente apre nuovi e potenti orizzonti di autonomia.

Il termine domotica è un neologismo derivato dal francese "domotique", a sua volta contrazione della parola greca "domos" (casa) e di "informatique". La domotica rappresenta quindi l'applicazione di tecnologie e metodologie proprie dell’elettronica e dell'informatica agli apparati ed impianti dell’ambito domestico. La domotica si occupa in particolare dell'integrazione dei dispositivi elettronici, degli elettrodomestici e dei sistemi di comunicazione e di controllo nell'ambito domestico. In una casa domotica i dispositivi elettronici ed elettrici sono in grado di comunicare tra di loro permettendo la realizzazione di scenari e funzioni di automazione complesse.

immagine che esemplifica l'integrazione di diversi dispositiviesemplificazione di uno scenario

Uno scenario di automazione (detto anche macro) può essere paragonato ad un piccolo programma informatico che permette di realizzare sequenze di azioni in risposta agli input ricevuti dai sensori e dai sistemi di comando collegati all’impianto. In una casa domotica, ad esempio, è possibile realizzare una funzione che mi permetta quando esco di casa, di spegnere tutte le luci, chiudere tutte le serrande e abbassare la temperatura dei vari ambienti premendo un solo tasto. Viceversa al mio ritorno, sempre premendo un unico pulsante, posso riportare la temperatura viene al livello ottimale, aprire le serrande e eventualmente attivare l’impianto di diffusione sonora.

Al di là di queste applicazioni, essenzialmente mirate al comfort, questa disciplina presenta prospettive interessanti per quelle categorie di persone, quali disabili ed anziani, che richiedono particolari attenzioni ed assistenza. Per queste persone la domotica può aiutare a raggiungere l’obiettivo di incrementare il livello di autonomia e sicurezza portando ad un miglioramento della qualità della vita. In una casa domotica una persona con gravi difficoltà motorie, ad esempio, può utilizzare speciali telecomandi a scansione per aprire i serramenti, accendere le luci, controllare la televisione o lo stereo.

La domotica può rappresentare quindi un utile strumento per l’autonomia delle persone disabili che richiede però un attenta ed accurata analisi delle problematiche caso per caso. È importante, infatti, non lasciarsi abbagliare dagli “effetti speciali” di alcuni dispositivi ma scegliere le automazioni in base alle reali esigenze dell’utente. A cosa mi serve, ad esempio, poter accendere il forno col telefonino se poi non sono in grado di metterci dentro l’arrosto?  (G. Del Zanna: Effetti speciali e bisogni reali, Mobilità  26, 5, pp 4-6)

Per essere realmente strumenti di autonomia, le tecnologie domotiche non hanno però senso isolate dal contesto più generale dell'organizzazione della casa: fanno parte di un continuum che comprende l’accessibilità all’abitazione, la fruibilità dell’ambiente in condizioni di autonomia e sicurezza, la conoscenza di trucchi e accorgimenti per risolvere problemi pratici di vita quotidiana, la compatibilità o l’interoperabilità con gli ausili personali in uso, la condivisione di spazi e momenti di vita con gli altri membri della famiglia…. Per questo la scelta della tecnologia giusta può richiedere valutazioni approfondite, con l’aiuto di persone esperte in tema di disabilità, del tutto simili a quelle che è necessario effettuare anche nel caso di ausili tecnologicamente meno sofisticati.

Una casa intelligente?

Il concetto di domotica viene spesso associato a quello di casa intelligente, occorre quindi chiarire in quale senso una casa domotica può essere considerata intelligente.

Esistono pareri discordi su questo punto e qualcuno preferisce non utilizzare del tutto questa terminologia sostenendo che una casa, in quanto oggetto inanimato, non può essere intelligente. Al di là delle discussioni  terminologiche, in ogni caso, si può dire che una casa è intelligente se è in grado di rispondere ad eventi esterni attuando funzioni volte a migliorare comfort, sicurezza e autonomia dell’utente o a ridurre il carico assistenziale di chi se ne prende cura.

Nel momento in cui usciamo di casa, ad esempio, il sistema domotico può eseguire una verifica dello stato dei vari dispositivi presenti nell’appartamento e segnalare se ci sono finestre aperte o se abbiamo lasciato i fornelli o le luci accese. Questo tipo di funzioni automatiche, ovvero quelle che richiedono la presenza di una logica nella loro implementazione, vengono da alcuni definite funzioni di secondo livello e contrapposte alle funzioni di primo livello, che presentano invece una relazione diretta tra l’input e l’output, come ad esempio l’azionamento di un pulsante a parete o di un telecomando a infrarossi (input) per aprire una porta motorizzata (output).

Ciò che rende una casa effettivamente domotica non è quindi la semplice presenza di automazioni (come ad esempio una tapparella o una porta motorizzata) ma la possibilità di definire dei piccoli programmi, detti anche scenari o macro mutuando il termine dall’ambito informatico, che producano determinate azioni (output) in relazione agli input ricevuti.

La casa domotica non è quindi intelligente nel senso di essere in grado di reagire razionalmente a degli stimoli ma, se opportunamente configurata, può attuare funzioni che migliorano la qualità di vita dell’utente e di chi lo assiste.

Domotica: le soluzioni tecnologiche

Quando si decide di installare un sistema domotico nel proprio domicilio, oltre alla fondamentale analisi delle esigenze dell’utente, è necessario effettuare una serie di scelte riguardanti l’infrastruttura tecnologica. Innanzitutto occorre definire quale livello di interazione tra i dispositivi vogliamo raggiungere. Un primo semplice livello è quello dei cosiddetti dispositivi singoli (o “stand alone” secondo il terminologia inglese), ovvero piccole apparecchiature isolate in grado di effettuare semplici funzioni, come  ad esempio l’accensione di una lampada collegata una presa di corrente comandata da un telecomando a infrarossi (G. Del Zanna: Effetti speciali e bisogni reali, Mobilità  26, 5, pp 4-6). Questo tipo di dispositivi, pur non rappresentando un vero e proprio impianto domotico, sono relativamente economici e potrebbero costituire una buona soluzione per alcune esigenze. Affinché si possa parlare di domotica (o domotica integrata come viene chiamata da alcuni) è necessario invece che i vari dispositivi siano connessi tra di loro a formare un sistema di automazione. Rispetto ai dispositivi stand alone in un sistema domotico integrato i vari dispositivi sono in grado di dialogare tra di loro permettendo l’implementazione di macro e scenari di automazione.

Nel caso in cui si opti per l’installazione di un vero e proprio sistema domotico integrato occorre definire tre questioni fondamentali:

  • Il mezzo trasmissivo: il mezzo fisico attraverso cui passano i segnali che permettono la comunicazione tra i dispositivi.
  • Il  protocollo di comunicazione: cioè il linguaggio con cui i vari dispositivi comunicano tra di loro
  • L’interfaccia di comando: ovvero il dispositivo che l’utente dovrà utilizzare per controllare i vari dispositivi

Mentre i primi due livelli coinvolgono aspetti più prettamente tecnici, la scelta delle interfacce di comando è quella che maggiormente interessa all’utente finale del sistema. La scelta dell’interfaccia di comando deve basarsi su un’attenta analisi di caratteristiche ed esigenze dell’utente. Esistono diversi tipi di interfacce quali ad esempio telecomandi a selezione diretta, a scansione, a controllo vocale, sistemi controllabili con il joystick delle carrozzine elettroniche, ed altri ancora. Un’ulteriore possibilità è rappresentata dall’utilizzo del computer. Esistono in commercio dei software che permettono di creare delle griglie di comando che trasformano il computer in un telecomando per le automazioni domotiche. In veloce evoluzione sono inoltre i palmari e i cosiddetti smartphone (telefoni cellulari di ultima generazione) che di fatto rappresentano dei piccoli computer con in più il grosso vantaggio della portabilità. Per questi strumenti si incominciano a diffondere applicazioni anche nel campo della domotica.

schermata software per controllo ambientalesoftware per il controllo ambientale installato su smartphone

Esempi di soluzioni domotiche

Come già detto all’inizio di questo articolo, la domotica, inizialmente nata per rispondere ad esigenze di comfort sicurezza e risparmio energetico, presenta delle prospettive interessanti anche per quanto riguarda l’autonomia di persone disabili e la diminuzione del carico assistenziale di chi se ne prende carico. In questo paragrafo verranno presentati alcuni esempi di possibili applicazioni in questi campi

Consideriamo ad esempio una persona anziana con malattia di Alzheimer. Come è noto questa malattia colpisce in maniera progressiva anche la memoria e può facilmente capitare che il soggetto si trovi, ad esempio, a dimenticare i fornelli accesi o il rubinetto dell’acqua aperto, creando un’evidente situazione di pericolo per se stesso e gli altri. In queste situazioni la tecnologia ci può venire in soccorso. Il sistema domotico può infatti essere programmato in modo tale da chiudere automaticamente i fornelli se questi vengono lasciati accesi per un tempo eccessivo e ci può segnalare che il rubinetto è stato lasciato aperto, ed eventualmente chiudere la valvola centrale dell’acqua se si verifica un allagamento.

Una persona tetraplegica con impossibilità dell’utilizzo degli arti superiori può, ad esempio, utilizzare un telecomando a controllo vocale, ovvero un dispositivo in grado di riconoscere alcune frasi preimpostate ed inviare un segnale sul sistema domotico, per aprire i serramenti o accendere le luci. Attraverso l’utilizzo di un telefono cordless vivavoce il soggetto può ad esempio rispondere al citofono direttamente dal letto o dalla carrozzina su cui e’ posizionato.

Attraverso l’utilizzo di un transponder, ovvero una sorta di “chiave magnetica” che il soggetto tiene in tasca, il sistema domotico può aprire automaticamente la porta d’ingresso e accendere la luce quando l’utente si avvicina all’entrata, facilitando in questo modo le operazioni ad una persona con gravi limitazioni motorie.

La domotica inoltre permettere di migliorare la sicurezza degli anziani facilitando le comunicazioni con i famigliari o più in generale con le persone che prestano loro assistenza. La persona anziana, in caso di necessità, può infatti inviare una richiesta di soccorso semplicemente premendo il pulsante di un dispositivo indossato al collo o tenuto in tasca. Il sistema di telesoccorso della casa domotica provvederà a chiamare in sequenza una serie di numeri di telefono preimpostati e a mettere l’utente in comunicazione con l’assistente in “viva voce”, cioè utilizzando microfoni e altoparlanti posizionati nei vari ambienti della casa. In questo modo la persona anziana in difficoltà, ad esempio perché è caduta e non riesce più a rialzarsi, potrà comunicare coi propri famigliari senza bisogno di raggiungere il telefono. Sistemi di questo tipo possono tra l’altro essere integrati con l’utilizzo di telecamere, creando quello che viene definito sistema di videosorveglianza, che permettono al famigliare di vedere, utilizzando un computer collegato ad internet, la situazione nel caso in cui l’utente non sia in grado di comunicare verbalmente le proprie necessità. Le tecnologie presenti sul mercato permettono di ottenere agevolmente questi risultati ma, come si può facilmente immaginare, esistono limitazioni che riguardano le questioni di privacy.

Presso il centro IRCCS "S. Maria Nascente" della Fondazione Don Gnocchi è stato recentemente inaugurato un servizio denominato DAT che include, accanto al servizio di terapia occupazionale e alla mostra permanente di ausili per l'autonomia, una Casa domotica attrezzata con ausili e soluzioni finalizzate a migliorare l'autonomia delle persone con disabilità in ambito domestico. E' possibile visionare un video di presentazione del servizio.

immagine del pannello touch screen nella casa domotica del DAT

Last Updated ( Wednesday, 28 October 2015 09:05 )