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Qualità di vita

Print  E-mail  Written by Renzo Andrich   

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Un concetto multidimensionale

Un termine spesso ricorrente in questo settore è qualità di vita. Spesso si dice, giustamente, che gli ausili contribuiscono a migliorare la qualità di vita , ma questo cosa significa esattamente?

Inizieremo con l'osservare che i fattori che contribuiscono alla qualità di vita della singola persona e della comunità in cui vive possono essere molteplici: la salute, la salubrità dell'ambiente, la situazione finanziaria, la vivacità culturale, ecc.

A che livello intervengono gli ausili in tutto questo? Se un ausilio consente all'utente di riacquisire un'abilità o di acquisirne una nuova, non è detto che ciò comporti necessariamente un miglioramento della qualità di vita. Come tengono a precisare gli economisti, l' efficacia, ossia il grado di conseguimento di obiettivi prefissati, non va infatti confusa con l' utilità, ossia con il valore che l'utente attribuisce al conseguimento di tali obiettivi.

Qualità di vita è un concetto multi-dimensionale che descrive la soddisfazione complessiva rispetto alla propria vita, e che può essere a sua volta declinato in varie componenti quali lo stato di salute e le capacità funzionali, la situazione psicologica e il benessere, le interazioni sociali, la situazione economica, la realizzazione professionale, la dimensione spirituale e religiosa.

E' chiaro che un ausilio può essere fonte diretta o indiretta di cambiamenti positivi in ciascuno dei suddetti aspetti; e che, viceversa, ciascuno di essi può influire sull'accettazione dell'ausilio; in questa dinamica entrano infine in gioco variabili personali (atteggiamenti, livello di istruzione, conoscenza degli ausili ecc...) variabili sistemiche e  variabili ambientali.

Come trasformarla in indicatori misurabili?

Dunque, la domanda da porsi non è: quanto gli ausili migliorano la qualità di vita? ma piuttosto: quali sono gli aspetti della qualità di vita in cui l'effetto degli ausili è più chiaramente misurabile?

I ricercatori non sono ancora pervenuti ad una risposta unanime. Se da un lato è ormai assodato che gli ausili di per sé abbiano poco a che fare con la dimensione salute in senso biologico, dall'altro si nutrono seri dubbi che la dimensione abilità funzionali, che di per sé è certamente collegabile agli ausili, possa essere utilizzata come indicatore di qualità di vita.

Il conseguimento di abilità non è percepito in modo così importante dall'utente come lo è dall'operatore. L'utente tende infatti a guardare alle abilità funzionali più come mezzi per conseguire obiettivi di vita più generali, che non come obiettivi esse stesse . Per una persona disabile sembra dunque più importante il raggiungimento della capacità di stabilire, perseguire e conseguire un proprio progetto di vita più che non il metodo con cui esso viene realizzato (in modo indipendente, con l'aiuto di assistenti personali, tramite ausili ecc....) o il livello di dipendenza fisica imposto dal metodo scelto.

Se tale capacità è così importante, e se è vero che anche gli ausili concorrono, come vedremo, al suo sviluppo, potremo assumere questa quale dimensione della qualità di vita di interesse nel nostro campo. La indicheremo con il termine Autonomia.

Last Updated ( Wednesday, 28 October 2015 09:03 )